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INVALIDITA' E RESIDENZA








I VACCINI: ECCO COME FUNZIONANO

Un vaccino può contenere una parte di un agente infettivo (detto antigene) oppure l’intero agente infettivo ucciso o attenuato (cioè vivo, ma incapace di dare malattia).

Quando viene inoculato nell’organismo, l’antigene stimola la naturale reazione immunitaria, innescando le sue capa­cità di memoria. Come?

  1. Il nostro sistema immunitario è capace di riconoscere miliardi di molecole, compresi gli agenti infettivi. Con­tro questi attiva una difesa mirata, che porta alla loro eliminazione, grazie anche alla produzione di anticorpi.
  2.  Al primo incontro con un agente infettivo il sistema im­munitario ha bisogno di tempo per produrre una rispos­ta specifica: è per questo che i virus riescono a causa­re la malattia prima che il nostro organismo li debelli.
  3. A questa risposta, il sistema immunitario ne affianca un’altra, che servirà per il futuro: la produzione delle cosiddette “cellule della memoria”, che permangono nell’organismo per molto tempo e che al prossimo in­contro con il microrganismo predisporranno una dife­sa più veloce e precisa, che impedisce di ammalarsi.
  4. Lo stesso meccanismo si mette in moto anche con il vaccino che, immettendo un antigene nell’organismo, gli permette di essere pronto a difendersi nel succes­sivo incontro con lo stesso microrganismo. In questo modo l’infezione non fa a tempo a svilupparsi, perché l’organismo interviene immediatamente.

CHI RISCHIA DI PIU'?

In rapporto alle altre fasce d’età, i bambini e i ragazzi ne sono mag­giormente interessati (la scuola è un ambiente che favorisce lo scambio dell’infezione), al contra­rio tra gli anziani sopra i 65 anni si verificano meno casi, molto pro­babilmente in virtù di una parzia­le memoria immunitaria che si in­staura con il passare delle stagioni influenzali. Ma è proprio tra questi ultimi, a dispetto di una bassa in­cidenza della malattia, che si veri­ficano più decessi per influenza: su 100 morti, 85-90 sono persone con più di sessantacinque anni. Questo perché la salute già pre­caria di anziani e malati cronici è messa a dura prova dall’infezione.

Come si cura?

Il rimedio più efficace per uscire il più velocemente possibile dall’influenza, senza complicazioni, è il riposo. Fatta eccezione per gli antivirali specifici, i farmaci generalmente utilizzati in caso di influenza servono per alleviare i sintomi. Vediamo i principali:

Farmaci per abbassare la febbre. Vanno usa­ti eventualmente quando la febbre è alta e mal tollerata. Molti sono a base di paracetamolo, che è un principio attivo in genere sicuro, se però è preso alle dosi raccomandate. Quando assunto in eccesso può provocare problemi epatici. Quel­lo del sovradosaggio è un rischio concreto, visto che molti farmaci con nomi commerciali diversi lo contengono, per esempio TachifluDec e Zerinol.

Antidolorifici. Per il mal di testa, i dolori mu­scolari e il malessere generale i principi attivi più noti sono l’acido acetisalicilico (Aspirina) e Ibuprofene (Moment). Questi analgesici posso­no irritare lo stomaco, causare disturbi digestivi, ulcere e sanguinamento. Molti non sanno che l’Aspirina non va usata da chi ha meno di 16 anni, a causa del rischio della sindrome Reye, una ma­lattia fatale che colpisce cervello e fegato.

  • Gocce e spray nasali. Liberano temporane­amente il naso, ma se usati per più di qualche giorno possono addirittura peggiorare la situa­zione. Sono controindicati per i bambini sotto i 12 anni, per il maggior rischio di effetti indeside­rati: eritemi, eruzioni cutanee, difficoltà respira­toria, rallentamento del battito cardiaco.
  • Sciroppi per la tosse. In linea di massima non servono: la tosse, quando c’è catarro, è uno stimolo utile per la rimozione del muco dalle vie respiratorie. Attenti alle combinazioni di principi attivi: ci sono sciroppi che contengono una so­stanza sedativa, che sopprime la tosse, e un’altra espettorante (che fluidifica il catarro), che la fa aumentare. Un cocktail assurdo.

  • Vitamina C e altre pastiglie. Assunta attra­verso integratori o farmaci, non è efficace né per prevenire né per curare raffreddori e influenza. Quanto alle pastiglie antisettiche (disinfettanti) del cavo orale non hanno un effetto dimostrato sul mal di gola.

  • Antivirali. Sono farmaci con una funzione antivirale specifica, registrati per il trattamento dell’influenza da virus A e B, ma hanno un impatto molto limitato sulla durata dei sintomi. Secondo alcuni studi, sarebbero in grado di ridurre il decorso dell’influenza di circa un giorno, mentre i benefici sull’incidenza delle complicazioni sono tutt’altro che assodati. Gli antivirali risultano efficaci a patto che vengano assunti entro 48 ore dall’esordio dei primi sintomi. Un tempo molto breve, considerando che bisogna prima capire che si tratti di influenza, e non di un brutto raffreddore (contro cui sarebbero inefficaci), prendere appuntamento con il proprio medico, ottenere la ricetta e andare in farmacia.

Sia che si tratti di influenza, sia che si tratti di virus parainfluenzali, infine, è inutile e dannoso assumere antibiotici. Questi, infatti, agiscono contro i batteri e non servono a sconfiggere i virus, a meno che non ci sia in atto anche una infezione batterica. Solo il medico, quindi, è in grado di valutare l’eventuale necessità di una loro somministrazione

Quali sono i sintomi della vera influenza?

L’influenza si distingue dagli altri virus parainfluenzali perché si manifesta con una serie di sintomi: febbre che insorge in modo improvviso e raggiunge picchi elevati (oltre i 38 C° ); malessere generale con sensazione di ossa rotte e dolori muscolari; sintomi respiratori come tosse, mal di gola, congestione del naso; mal di testa.
Se questi sintomi si manifestano contemporaneamente, si può ipotizzare che si tratti di influenza. In generale la malattia si risolve in modo spontaneo nell’arco di una settimana, anche se la sensazione di stanchezza e affaticamento che l’accompagna può durare più a lungo. Chi è colpito dal virus influenzale generalmente comincia ad accusare i primi sintomi della malattia tra le 24 e le 72 ore dal contagio.

Come riconoscere l'influenza dalle altre forme virali?

Spesso si confonde la vera influenza con altre forme virali stagionali molto simili. Fare una distinzione sulla base dei sintomi è però molto difficile, se non impossibile. L’influenza si manifesta in modo brusco, comporta un forte rialzo della temperatura (oltre i 38°C), e si presenta  insieme ad altri sintomi respiratori e di carattere più generale (mal di testa, malessere generale, debolezza, dolori). Quindi, i malanni invernali che non hanno questa serie di sintomi, probabilmente non sono vere influenze ma solo brutti raffreddori. È pur vero però che virus diversi da quelli influenzali possono dare delle sindromi con sintomi completamente sovrapponibili, chiamate sindromi parainfluenzali. Comunque, per chi ne è colpito, sapere se si ha una vera influenza o un altro virus stagionale ha poco significato, visto che la terapia e le indicazioni di riposo sono le medesime. Un altro fattore che può far sospettare al medico l’influenza è il periodo: è molto più probabile avere la vera influenza nel periodo tipico, che va da fine dicembre a fine aprile.

PROPOLI: ottimo antibiotico naturale contro influenza, raffreddore

Se il naso diventa gocciolante, gli starnuti sono sempre più frequenti e la tosse è insistente, per alleviare questi sintomi dell’influenza, tipico malanno di questa stagione più fredda, si può chiedere un aiuto davvero prezioso alla natura, fonte inesauribile, o quasi, di rimedi dai benefici inaspettati. Il rimedio naturale per eccellenza, in caso di malattie da raffreddamento è la propoli.

Vischioso risultato dell’operosità e della laboriosità delle api, il propoli è un vero e proprio antibiotico naturale, che può vantare un potente effetto battericida: è in grado di agire efficacemente contro ben 28 ceppi di batteri.

Battericida, ma non solo, il propoli garantisce anche proprietà antivirali altrettanto efficaci. E’ questa sua capacità di reazione all’aggressione dei virus che lo rende l’alleato naturale perfetto per combattere le malattie da raffreddamento, per contrastare a colpi di natura il raffreddore, la tosse e il mal di gola.

Quando il virus influenzale colpisce, complice il contagio attraverso la saliva e i luoghi affollati pullulanti di microrganismi infetti, la propoli può rivelarsi molto utile. Infatti, in caso di malattie da raffreddamento, che, paralizzando il sistema di difesa delle vie aeree, favoriscono il proliferare dei virus, la propoli contrasta con successo l’azione dei microrganismi dannosi.

I benefici della propoli sono tutti da scoprire non solo in caso di influenza: perfetta per la disinfezione del cavo orale; agisce contro funghi ed eczemi, screpolature, geloni e ferite; favorisce la diuresi e, di conseguenza, è utile per combattere i gonfiori.

 

Basta davvero poco per stare in buona salute e mantenersi in contatto con gli altri e con il mondo: Alimentazione sana, un corretto stile di vita e qualche piccolo accorgimento nelle azioni quotidiane.

Ecco un decalogo di consigli utili per difendersi dal raffreddore!

 

   

Copri naso e bocca con un fazzoletto di carta quando tossisci e starnutisci e poi gettalo via subito dopo l'uso.

 

   

Se non puoi lavare le mani, usa disinfettanti di provata efficacia nella neutralizzazione e eliminazione di virus e germi.

 

   

Evita di toccare occhi, naso e bocca dopo aver tossito o starnutito. I germi e i virus di raffreddore e influenza si diffondono anche in questo modo.

 

   

Quando fa freddo proteggi collo e orecchie con appositi indumenti.

 

   

Impara a rilassarti. Condurre una vita stressante indebolisce le difese immunitarie e rallenta la guarigione.

 

   

Evita di fumare. Il fumo irrita le mucose delle prime vie respiratorie.

 

   

Fai aerare spesso i luoghi in cui trascorri la maggior parte della giornata.

 

   

Proteggiti dagli sbalzi di temperatura regolando adeguatamente la temperatura dei condizionatori e dei riscaldamenti.

 

   

Passa le tue serate all’aria aperta, evitando luoghi chiusi e affollati.

 

   

Vestiti “a cipolla”, così da poter regolare la temperatura del corpo a quella ambientale.

 

   

Concedetevi 20 minuti al giorno di attività fisica. Un po’ di movimento fa bene alla salute e al sistema immunitario.

 

   

Mangia almeno cinque porzioni al giorno di verdura fresca e di frutta, soprattutto agrumi, ricchi di vitamina C, che aiutano a rafforzare il sistema immunitario.

 

   

Lava spesso le mani per proteggerti dai virus presenti sulle superfici.

 

 

IL SISTEMA IMMUNITARIO

Il sistema immunitario rappresenta per il nostro organismo un vero e proprio apparato difensivo, indispensabile per la protezione dalle sostanze estranee nocive (antigeni).

Gli antigeni sono di solito microorganismi quali batteri, funghi, protozoi e virus.

Il sistema immunitario è costituito da un complesso insieme di cellule e organi altamente specializzati che cooperano, ciascuno con un ruolo ben determinato, alla difesa dell'organismo dalle infezioni.

Le cellule immunitarie più importanti sono i linfociti. Esistono due classi particolari di linfociti: i linfociti B, che si sviluppano nel midollo osseo, e i linfociti T, che maturano nel timo, un organo situato nel torace dietro lo sterno.

I linfociti B sono deputati alla produzione degli anticorpi, molecole proteiche che circolano nel sangue e che sono in grado di riconoscere sostanze estranee, e quindi di legarsi ad esse "marcandole" per la successiva distruzione da parte di altre cellule del sistema immunitario.         

I linfociti T sono invece in grado di attaccare e di distruggere cellule alterate che essi riconoscono come estranee.

I principali organi immunitari sono i linfonodi e i vasi linfatici, che costituiscono un particolare sistema circolatorio che trasporta la linfa, un fluido trasparente che contiene i linfociti e che va a confluire nel sangue. I linfonodi costituiscono delle “stazioni” all'interno della circolazione linfatica, dove le cellule del sistema immunitario possono riprodursi per contrastare uno specifico agente estraneo.


La milza, localizzata nella parte superiore sinistra dell'addome, costituisce un altro punto di raccolta, dove le cellule linfatiche trasportano gli organismi estranei che sono stati convogliati dal sistema linfatico.

Anche le tonsille, le adenoidi e l'appendice sono formate da tessuto linfatico.

Una caratteristica fondamentale del sistema immunitario è la capacità di distinguere tra le sostanze che non costituiscono un pericolo, e che dunque possono o devono essere preservate, e quelle che invece si dimostrano nocive per l’organismo e che devono quindi essere eliminate.

A seconda delle modalità di riconoscimento degli antigeni si possono distinguere due aree del sistema immunitario:

  • l’immunità aspecifica (o innata) è la prima linea di difesa contro le aggressioni esterne,  più rapida ma non ugualmente efficace contro tutti gli antigeni;
  • l’immunità specifica (o acquisita) consente invece una risposta difensiva più potente e mirata a un particolare antigene, ma più lenta perché per produrre anticorpi specializzati deve prima entrare in contatto con l’agente infettivo.

 

COME PREVENIRE L'INFLUENZA

Per proteggersi da raffreddore e influenza non basta evitare il contatto diretto con le persone malate.
Le gocce di saliva (flugge) che i soggetti raffreddati espellono starnutendo o tossendo, o che si disperdono nell’aria quando si condividono gli stessi ambienti, rappresentano solo una delle possibili vie di trasmissione dei virus di raffreddore e influenza.

Esiste una seconda modalità di trasmissione dei virus, spesso sottovalutata, rappresentata dal contatto con le superfici già contaminate dalle secrezioni respiratorie delle persone malate.

Starnuti e colpi di tosse lasciano sulle mani migliaia di virus che, da queste, vengono poi distribuiti su tutto ciò che si tocca.

Maniglie dei tram, corrimano delle scale mobili, bancomat, banconote, monete, tastiere del pc e cellulari sono solo alcune delle così dette fonti indirette di contagio.

Cellulari: 25.000 batteri ogni 5 cm di superficie;
Tastiera del computer: 3.925 batteri;
Mouse: 1.600 batteri;
Cornetta del telefono: più di 25 mila microbi;
Carrello della spesa: 1.100 colonie di germi ogni 10 centimetri quadrati.

 Questi i numeri di virus, batteri e altri germi presenti sugli oggetti che quotidianamente entrano in contatto con le nostre mani e che, attraverso le mani, vengono trasportati a bocca, naso e occhi e provocano lo svilupparsi dell’infezione.

Il modo migliore di prevenire la diffusione di virus e germi che provocano infezioni respiratorie, è evitare il contagio.

 Per particolari categorie a rischio, come bambini, anziani, soggetti con patologie respiratorie croniche, etc., diventano necessarie forme di precauzione specifiche, come i vaccini antinfluenzali.

Generalmente, e in assenza di fattori di rischio rilevanti, per proteggersi adeguatamente è sufficiente osservare semplici precauzioni nel proprio quotidiano:

  1. Coprirsi il naso e la bocca con un fazzoletto di carta quando si tossisce o si starnutisce.
  2. Gettare via il fazzoletto di carta subito dopo l’uso.
  3. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver tossito o starnutito.
  4. In mancanza di acqua e sapone si raccomanda l’uso di prodotti specifici per le mani di provata efficacia nella neutralizzazione e nell’eliminazione di virus e germi.
  5. Cercare di evitare il contatto ravvicinato con persone malate.
  6. Evitare di toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani sporche. I germi presenti sulle superfici, raccolti sulle mani, si diffondono anche in questo modo.
  7. In caso di influenza, rimanere a casa, evitando di andare al lavoro o a scuola e limitare il contatto con altre persone per evitare di trasmettere loro l’infezione.

 

Il rischio di trasmissione dell’influenza nei luoghi di lavoro e a scuola è, infatti, molto elevato e viene in gran parte causato dalla condivisione forzata di spazi e ambienti confinati.
Diventa quindi fondamentale, in tutti i luoghi pubblici, e in particolare nelle scuole, il rispetto di norme igieniche e comportamentali.

Una buona igiene delle mani è, anche in questo caso, di primaria importanza. Le mani vanno lavate frequentemente, in particolare dopo avere usato i servizi igienici e prima dei pasti, con acqua e sapone o con soluzioni detergenti protettive contro i germi e i batteri.

Ecco i suggerimenti, diffusi dal Ministero della Salute, per la prevenzione del contagio nelle scuole*:

  • igiene delle mani: lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo avere tossito, starnutito e avere soffiato il naso;
  • corretta gestione delle secrezioni respiratorie: coprire la bocca ed il naso quando si tossisce e si starnutisce, possibilmente con un fazzoletto di carta, da gettare immediatamente nella spazzatura dopo l’uso;
  • pulizia ordinaria, con i normali prodotti comunemente in uso, delle superfici e suppellettili che sono a contatto con le mani (banchi, sedie, lavagne, dispostivi elettronici utilizzati: video-proiettori, computer, ecc.). Effettuare la pulizia subito, nei casi in cui tali superfici si presentino visibilmente sporche;
  • norme alimentari: non consumare cibi, bevande già assaggiate da altri, o da confezioni non integre; non mangiare utilizzando le posate di altri;
  • non portare alla bocca penne, gomme, matite ed altro materiale di uso scolastico e/o comune;
  • aerare le aule e gli ambienti regolarmente durante l'intervallo e dopo la fine di tutte le attività scolastiche quotidiane.

 

L'INFLUENZA

L'influenza è una malattia respiratoria causata da virus che annidano nelle vie aeree di naso, gola e polmoni.

Il nome deriva dalla vecchia credenza secondo cui la malattia era causata dall'influenza degli astri.

I virus dell'influenza sono molto resistenti all'ambiente esterno e trovano terreno fertile con le basse temperature e l'umidità (il picco influenzale avviene infatti durante l'inverno).

Questi virus sono soggetti a frequenti mutazioni: le difese immunitarie prodotte contro i vecchi virus diventano quindi poco efficaci e per questo, contrariamente a quanto accade per altre malattie infettive, è possibile ammalarsi di influenza ogni anno.
I bambini, avendo “incontrato” pochi virus influenzali, sono meno capaci di difendersi e si ammalano più facilmente degli adulti.

Il contagio si trasmette principalmente per via aerea, attraverso le goccioline di saliva espulse con tosse e starnuti.

Gli ambienti chiusi, sovraffollati e con uno scarso ricambio d'aria (aule scolastiche, autobus, negozi, cinema) sono quelli in cui più facilmente si entra in contatto con i virus.
La prevenzione richiede l'osservazione delle norme igieniche di base, specialmente lavarsi le mani prima di mangiare e prima di portarle alla bocca o agli occhi.

I sintomi dell'influenza sono comuni a molte altre malattie: febbre, mal di testa, malessere generale, tosse, raffreddore, dolori muscolari ed articolari. L'influenza può manifestarsi anche con disturbi dell'apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea), con lievi sindromi respiratorie senza febbre e con generici stati di malessere.

In caso di influenza, è necessario riposare a letto, in un ambiente caldo e ben areato, bere molto per favorire l'espettorazione e reintegrare i liquidi e i sali minerali persi con la sudorazione.
Non esiste una vera e propria cura in grado di contrastare in maniera efficace la moltiplicazione del virus una volta che l'infezione sia avvenuta.
Si possono usare farmaci mirati ad alleviare il malessere e i sintomi: antipiretici per abbassare la febbre, analgesici per alleviare il mal di testa e i dolori articolari e muscolari, antinfiammatori, sedativi della tosse, decongestionanti, mucolitici ed espettorandi.

L'influenza dura in media una settimana e di regola guarisce completamente.
La gravità della malattia dipende dal tipo di virus in circolazione e dalla sua diversità, più o meno marcata, rispetto a quelli circolati negli anni precedenti.

La malattia può essere pericolosa per i bambini piccoli, gli anziani e le persone con malattie croniche soggette a complicazioni.
Per tutti questi soggetti è consigliabile la somministrazione del vaccino anti-influenzale