Percorso








INVALIDITA' E RESIDENZA








LA TOSSE 

 

La tosse è un riflesso fisiologico, una contrazione spasmodica della cavità toracica che serve prevalentemente a liberare la trachea e le vie respiratorie da corpi estranei e dal muco in eccesso: insieme al raffreddore e alla febbre, è un sintomo tipico delle malattie da raffreddamento.
L’impulso a tossire proviene da un’area specifica del cervello che viene attivata dagli stimoli inviati dai “recettori della tosse”.

I recettori della tosse si trovano nelle mucose delle vie respiratorie, specialmente nella trachea, e sono “sensibili” a corpi estranei, fumo, polvere, infiammazioni, muco e agenti patogeni.

Il “colpo di tosse” non è altro che una rapida e violenta espirazione forzata a glottide chiusa: l’aria espulsa con un colpo di tosse - che può raggiungere velocità fino a 1.000 Km/h. (come un tornado!) – serve a far piazza pulita di corpi estranei e muco.

Nel 40-50% dei casi, le sindromi da raffreddamento presentano all'inizio una breve fase di tosse secca (causata dall’infiammazione delle mucose della trachea e della laringe e spesso associata a un tipico dolore/bruciore dietro lo sterno) seguita da una fase di tosse grassa, necessaria ad espellere il muco viscoso che intasa le vie aeree.

Dopo la scomparsa della tosse grassa, una tosse residua – causata dalla presenza di piccole quantità di muco - può persistere a lungo anche dopo la guarigione dall'infezione.

La terapia dalla tosse si basa sulla cura della malattia da raffreddamento che l'ha provocata, ma è possibile assumere farmaci mucolitici (che rendono il muco più fluido e facile da espellere) e sedativi della tosse.

E' importante poi non fumare ed evitare il fumo di sigaretta, bere molti liquidi (preferibilmente bevande calde addolcite col miele, che ha un effetto emolliente sulle mucose delle prime vie respiratorie) e vivere in un ambiente con temperatura non superiore ai 20-22° C.

In caso di tosse persistente è necessario rivolgersi al medico.

 

 

 

 

L'aerosol con acido ialuronico

La molecola con proprietà antifiammatorie si potrà inalare mediante aerosol

 

I POLMONI? Ringiovaniscono con una cura di bellezza a base di acido ialuronico. Dalla lotta alle rughe alla terapia medica. Tutte le donne lo conoscono e lo utilizzano per i trattamenti estetici, ma l’antirughe per eccellenza, non farà più ringiovanire soltanto la pelle. 
Un brevetto mondiale permette ora di diffondere per inalazione questa molecola, tramite un semplicissimo apparecchio aerosol, affinché scenda lungo l’albero respiratorio ed entri in contatto con la mucosa bronchiale. Serve a curare le riniti, l’asma, la Bpco, la dermatite atopica, l’acne e persino la psoriasi. 

L’acido ialuronico è il maggior componente dei tessuti connettivi del nostro organismo. Ha la funzione specifica di attrarre acqua e trattenerla in sede. Un grammo di acido ialuronico può legare fino a sei litri di acqua, è altamente lubrificante e ammortizzante. Dopo i trenta anni il nostro organismo ne produce meno. Nascono le prime rughe, i primi inestetismi che tutte le donne conoscono bene e vorrebbero far sparire.

Di questo acido se ne è parlato sempre e soprattutto in medicina estetica: Se l’acido ialuronico aiuta a “spegnere le fiamme”, cioè le infiammazioni, può essere utilizzato in tutti i campi della medicina. Oggi è utilizzato in reumatologia e ortopedia, dove ha sostituito ampiamente per la sua attività antinfiammatoria la tradizionale terapia cortisonica. È utilizzato anche in oculistica, in odontoiatria, urologia (cistite interstiziale) e nella cura dell’acne, della psoriasi e della dermatite atopica.

Diventa infatti fondamentale nelle patologie respiratorie (tosse inclusa): Il fumo di sigaretta, lo smog, gli inquinanti gassosi e i particolati (cioè il Pm10 prodotto dai tubi di scarico delle autovetture) frammentano l’acido ialuronico alterandone le funzioni, favorendo e cronicizzando di bronchi e polmoni. Un processo che può degenerare e portare nel tempo all’invecchiamento precoce e al tumore. Oggi abbiamo la possibilità di interferire in questo processo evolutivo utilizzando l’acido ialuronico sia inalandolo attraverso l’aerosol sia per via orale con delle capsule.

Ovviamente gli acidi ialuronici che troviamo in commercio non sono tutti uguali e logicamente non funzionano tutti alla stessa maniera; è necessario che abbiano caratteristiche simili a quello nativo: devono avere determinati pesi molecolari, elevata concentrazione ed essere altamente purificati per non dare reazioni allergiche.

 

Le proprietà nutrizionali del miele sono note da millenni e il suo utilizzo in campo medico affonda le sue radici in tempi antichissimi.
Già intorno al
4000 a.C., presso gli egizi e i babilonesi, il miele veniva usato per curare i disturbi digestivi e per lenire i bruciori delle ferite.
Tra gli
antichi greci il miele era considerato “il cibo degli Dei” e ad esso venivano associati significati simbolici, magici e terapeutici.

Pitagora lo raccomandava come elisir di lunga vita, il medico greco Ippocrate lo impiegava nella pratica medica e il farmacista e scrittore tedesco Heinrich Theodor Fontane, alla fine del 1800, affermava che "il buon miele è come una buona medicina e possiede tutta la forza terapeutica della natura".

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